da la Nuova Sardegna ed. Sassari del 26 febbraio

di Antonio Ligios

SASSARI. Maestro honoris causa. Questa l’onorificenza che l’Istituto superiore di studi musicali “Gaetano Donizetti” di Bergamo ha assegnato negli scorsi giorni a Luigi Berlinguer, per i suoi alti meriti maturati nel settore della musica e dell’educazione musicale. Berlinguer infatti ormai da molti anni sostiene un fortissimo impegno nell’affermazione di un ruolo essenziale della musica come strumento di formazione delle coscienze e delle sensibilità, in un ambito – come quello della scuola italiana – che per troppo tempo ha risentito di una collocazione marginale della cultura musicale.

Berlinguer, ministro della Pubblica istruzione dal 1996 al 2000, dal 2016 è presidente del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti, e in questo ruolo continua a battersi affinché la pratica musicale diventi all’interno della scuola italiana una normale consuetudine educativa. Ed è per questo che l’Istituto “Donizetti” lo ha insignito – in occasione del concerto di inaugurazione dell’anno accademico – del Diploma di Maestro onoris causa. «Un’onorificenza – ha sottolineato il presidente dell’Istituto Claudio Pelis – che gli consegniamo per l’impegno che nel corso della sua vita il professor Berlinguer ha dedicato alla musica». Parole di grande apprezzamento per l’opera di Berlinguer sono state pronunciate anche dal direttore del “Donizetti”, Emanuele Beschi, che con Berlinguer ha lavorato in questi anni all’interno del Comitato per l’affermazione non solo della pratica musicale nella scuola e per il riordino degli studi musicali nel nostro Paese, ma per il complessivo processo di rinnovamento didattico della scuola proprio a partire dall’apporto che ad esso può fornire la musica.

Durante la cerimonia Berlinguer ha tenuto una lectio nella quale ha ricordato come dall’Unità d’Italia ad oggi ai ragazzi che frequentano le scuole è stato negato di poter inserire nel proprio curriculum lo studio della musica, poiché la scuola italiana da sempre è stata fondata sul logos, sulla ragione, e in questo senso si è ritenuto che la musica rappresentasse un elemento quasi di disturbo, di distrazione. “Non c’è nulla – ha affermato Berlinguer – che esercita il cervello come la musica, perché lega il sapere al fare, la teoria alla pratica. Non si può spezzare in due l’essere umano, che è fatto sia di mente che di cuore, e ognuna delle due parti ha pari dignità: e la musica è capace di metterle in relazione”.

Molto è stato fatto grazie a Berlinguer e al Comitato da lui presieduto. “Nella scuola italiana ormai si fa tanta musica, ci sono tante iniziative meritorie, promosse dall’intelligenza e dalla passione di tanti insegnanti e dirigenti. Si è creato un humus, un ambiente più ricettivo, più musicale del passato. Ma tutto ciò non basta. Ora bisogna dare esecuzione a quelle indicazioni: introdurre la figura dell’insegnante musicista, partire subito e fare la musica praticandola, suonandola e cantandola. Un obiettivo ambiziosissimo, nuovo, che penetra nel profondo l’equilibrio educativo italiano, che cambia la scuola dalle fondamenta, che dà dignità formativa anche all’emozione ed alla fantasia”.

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