Di Carla Attianese, democratica.com

L’unità a sinistra non è solo un vezzo o un’idea convenzionale, è l’essenza stessa della sinistra. Ha costituito l’oggetto di un appello permanente, non a caso scolpito nel manifesto di Karl Marx del ’48: ‘Proletari di tutto il mondo unitevi”.

Comincia così, con una riflessione amara sull’ultima scissione a sinistra, il colloquio con Luigi Berlinguer, professore universitario, storico dirigente del Pci, Pds e Ds, e tra i padri nobili del Partito democratico.
Dunque Berlinguer, qualcuno a sinistra ha smarrito uno dei punti di riferimento essenziali?
La sinistra nasce per raggruppare coloro che vogliono superare le ingiustizie e difendere i più deboli, deve però riuscire a rappresentare complessivamente questo mondo. Questo non vuol dire annullare le diversità, ci sono sempre state e sono il sale dell’elaborazione politica, però tutto questo non può inficiare l’obiettivo prioritario della sinistra, che è lottare per i più deboli. Una missione che non può essere trascurata a favore di una libertà in cui ognuno fa quello che vuole, non esiste libertà senza responsabilità.

Allora chi ha voluto la scissione nel Pd per fare la ‘sinistra’, ha in realtà compiuto un atto che non è di sinistra in sé?

Certamente io non amo le scissioni, sono una ferita e una mutilazione. È vero che c’è una lunga tradizione a sinistra di propensione a scindersi, ma questo ha portato da un lato all’estremismo ideologizzante, dall’altro alle micro formazioni, gruppi convinti di essere i portatori del vero. Questo non fa bene alla sinistra, la battaglia per l’affermazione delle proprie idee va fatta all’interno. Ora però l’appello è a quelle forze che compongono il quadro a sinistra, e il Pd ne è parte essenziale, numericamente ma anche come ispirazione. Perché attenzione, quando parlo di sinistra parlo di riformismo, perché senza riformismo non c’è sinistra. La sinistra deve costruire e cambiare la società, non sventolare bandierine.

E oggi al centro del dibattito c’è una alleanza possibile in vista delle prossime elezioni.

Sì, il dibattito è tra entità che si richiamano alla sinistra perché ci si ritrovi uniti alle elezioni, primo per non regalare un successo alla destra, secondo per scongiurare il pericolo gravissimo che vinca il partito negazionista, il contrario della sinistra, e cioè M5S. A questo punto è stato molto giusto l’appello all’unità, ma bisogna che ognuno ceda una piccola parte di sé, altrimenti è un’ annessione. Bisogna avere una forte disponibilità alla trattativa, che è parte stessa dell’azione politica.

Da Mdp sembra ci sia però una chiusura netta.

Il Pd dice presentiamoci uniti, una parte dice no, ritroviamoci dopo le elezioni. Non c’è dubbio che non presentarsi uniti indebolisce la sinistra e che l’ideale sarebbe l’unità adesso; ma di fronte al no di una parte, che forse con questo distinguo pensa di lucrare voti, nel mio inguaribile ottimismo della volontà voglio pensare che resti sempre una possibilità, se i numeri lo consentiranno, di formare una unità anche dopo il voto. Ma si sappia che c’è un rischio, il vantaggio che si può avere con una campagna distinta ha dall’altra parte l’incognita di poter favorire un risultato squisitamente elettorale che potrebbe premiare la destra o i grillini.

Cambiamo argomento e parliamo di bellezza: oggi è la giornata dedicata alla valorizzazione della musica nelle scuole, promosa dal Miur e dal Comitato per l’apprendimento pratico della musica, da lei presieduto. Ce ne parla?

Oggi è una giornata di grande festa nelle scuole. Oltre 1500 scuole hanno aderito al nostro appello. Oggi non si parlerà, ma si suonerà o canterà, per questo l’abbiamo chiamata “Nessun Parli…”. Parteciperanno centinaia di scuole, ognuna col suo progetto e con le più diverse forme di attività musicale. Sarà una giornata scolastica come le altre, solo più bella. Serve la forza intellettuale di dare dignità all’idea che la scuola si deve imperniare anche su suonare, cantare e sul praticare l’arte, un’attività che finora non è stata considerata cultura educativa. L’essere umano è fatto di mente e cuore, ed ha in sé una pulsione estetica non solo a fruire ma anche a produrre arte.

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